antropologia dello spazio

Teacher: Antonio Caronia
Con la “rivoluzione” digitale l’epoca della colonizzazione dello spazio può dirsi conclusa. È iniziata per l’umanità l’era dell’ossessione del tempo, che per le pratiche del capitalismo cognitivo significa occupazione e saturazione della stessa dimensione temporale. Ovviamente sbaglieremmo se pensassimo che ciò significa la fine di ogni possibilità di riflessione sull’esperienza spaziale e sulle categorie che la descrivono. Al contrario, la fine di una “riserva” di spazio incognito da esplorare, colonizzare e asservire alle pratiche del dominio, significa per i corpi del XXI secolo l’urgenza di aprire nuovi percorsi conflittuali con i poteri diffusi per l’abitazione e la trasformazione degli spazi colonizzati. Questi conflitti si basano tanto sull’imprescindibile necessità dei corpi di negoziare le condizioni di abitabilità degli spazi che li definiscono, quanto sulle ambiguità e le pluralità delle strategie digitali di gestione del tempo. Questo intreccio fra spazio e tempo (il “cronotopo”) emerse per la prima volta, nella modernità, con la ristrutturazione dei modi di percepire il tempo e lo spazio che si verificò nel passaggio fra Ottocento e Novecento, e che si rifletté in esperienze artistiche, letterarie e culturali come la psicanalisi, il cubismo, il romanzo modernista. Proseguì nella seconda metà del secolo XX con la “psicogeografia” dei situazionisti e di altri gruppi radicali, con la riflessione di Foucault sul concetto di “eterotopia”, e si ripresenta oggi con le ricerche della fisica teorica sulla costituzione della materia, che nella “teoria delle superstringhe” vede una nuova connessione fra spazi pluridimensionali e tempo. La nuova dimensione “virtuale” che si è affermata con le nuove tecnologie digitali e la rete Internet nelle sue varie versioni ha posto un ulteriore terreno di riflessione con l’ambiguità e la problematicità del concetto di “ciberspazio”. Lo scopo del corso è quello di tentare qualche inedita connessione fra questi passaggi cruciali della modernità, al fine di creare nuove occasioni di lettura e di rappresentazione degli spazi percepiti e agiti. Bibliografia Guy E. Debord, “Rapporto sulla costruzione delle situazioni” [1957], in: La rivolta situazionista 1954/1971, TraccEdizioni, Piombino 1992. Michel Foucault, Spazi altri. I luoghi delle eterotopie, a cura di S. Vaccaro, Mimesi, Milano 2002. Brian Greene, L’universo elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima, Einaudi, Torino 2000. Stephen Kern, Il tempo e lo spazio. La percezione del mondo fra Otto e Novecento, Il Mulino, Bologna 1988. Jean-Pierre Vernant, Mito e pensiero presso i greci. Studi di psicologia storica, Einaudi, Torino 1978.
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