digital performance

Teacher: Alessandro Carboni
Offouro-Alessandro Carboni Titolo del corso: Digital Performance Data: 10-16 Novembre > programma*: CORSO DI DIGITAL PERFORMANCE condotto da Alessandro Carboni all'interno del Master Digital Environment Design NABA-Milano _Mnemonic Glitch Dai neuroni a specchio al “glitch mnemonico” Errore, illusioni, flussi, dati e distorsioni della memoria durante la pratica coreografica. _>: Il corso è rivolto a coloro che intendono sia ampliare le proprie conoscenze teoriche su modalità metodologiche generative sia espandere le proprie potenzialità tecniche di movimento e interazione con nuove tecnologie. Il corso si concentra sullo studio, sulla trasmissione, e capacità mnemonica dell'individuo di riprodurre un movimento. Secondo gli studi del neurologo italiano Giacomo Rizzolatti i neuroni hanno una duplice proprietà: da una parte si attivano quando si compie un'azione, dall’altra si attivano in maniera simile quando si vede fare la stessa azione da un altro individuo, infatti un’azione fatta da un altro fa “risuonare” all’interno di chi la osserva i neuroni che si attiverebbero se lui stesso facesse quell’azione (si parla infatti di “neuroni a specchio”) ma nell'esecuzione del danzatore che riceve le informazioni da un'altra sorgente tramite l'osservazione e la riproduzione di una sequenza coreografica, l'attivazione dei neuroni a specchio non impedisce che ci sia una continua perdita mnemonica quanto più diviene complessa la sequenza stessa. A partire da queste considerazioni, il corso si concentra su come un danzatore a livello pratico-coreografico modifica le sequenze eseguite: lo scarto tra la sequenza originale e la sequenza riprodotta assume le caratteristiche del “glitch” o malfunzionamento nelle macchine. _>: Per esplorare questi argomenti si utilizzerà un modello molto semplice di composizione coreografica il VCCT. Il Vedic Choreography Cube Tool, rappresenta in sintesi la possibilità di utilizzare la struttura geometrica del cubo considerando i suoi vertici e associarla a diverse parti del corpo: gli otto vertici del cubo diventano otto articolazioni di un corpo. Le connessioni tra i vertici (corrispondenti a ciascuna articolazione) creano combinazioni e relazioni di movimento; parallelamente utlizzeremo un sistema di notazione che possa trascrivere ogni combinazione. La combinazione infine viene trascritta in una tabella di codificazione, sotto forma di codice binario: per ogni vertice-articolazione viene corrisposto un valore On/Off (0,1) che indica l'utilizzo o meno di ogni combinazione. Considerando che il byte nel linguaggio informatico è una stringa di otto valori binari si deduce che è possibile analizzare il movimento come un flusso di dati informatici. Nella pratica coreografica il danzatore crea il suo personale flusso di dati che diventa “sorgente” di movimento; come nel funzionamento di una macchina dove le parti rispondono a delle istruzioni algoritmiche, si cercherà di relazionare le diverse “sorgenti” con regole precise: il metodo di analisi attraverso cui si stabiliscono le regole di relazione, nella trasmissione del movimento tra i danzatori, si chiama ROT: “rules of thumb”. Durante il corso verranno introdotte diverse strategie di manipolazioni di dati-sorgente, attraverso la generazione e controllo dell'errore nella scrittura ed esecuzione coreografica. La trasmissione mnemonica e sul conseguente glitch mnemonico. _>: Bibliografia: Briggs, J. (1994). Fractals "The Patterns of Chaos": Discovering a new Aesthetic of Art Science, and Nature. London, Thames and Hudson Ltd. Bruce Sterling, T. J., et al. Dead Media Project working notes. 2003. Computer Art Special (2000). Flash and Shockwave. Computer Arts Special. Article on Design Studio Hi-Res Cascone, K. (2000). "The Aesthetics of Failure: 'Post-Digital' Tendencies in Contemporary Computer Music." Computer Music Journal: 12-18. Eide, E. S. (2002). Glitch and Parergon. Glitch Symposium, Live Art. Fenwick, R. (2003). Lights : Doom. Unified Systems, S2 Sony Music. Fo.AM (2000). digital art and the glitch, foam. 2003. M. Kuzmanovic, B. B. a. N. G. (August 2000). Topology of error: digital art and the glitch. Digital Arts and Culture Conference, Bergen, Norway, f0AM. Manovich, L. (2000). Avant-garde as Software. Moradi, I. (2003). Computational Audio/Visual Aesthetics and the Glitch. LiveArt. Motherboard (2002). Glitch [intro], liveart.org. Noyzelab (1997-2001). Mathematics, Chaos and Complexity in Electronic Composition, NoyzeLab. 2003. O'Connor, F. V. (October 1998 and February 1999). Interpretative commentaries on works by Jackson Pollock (1D to 1K) : The Jackson Pollock Watch: Reviews and Commentaries A Gathering of Texts: Concerning The Museum Of Modern Rizzolatti Giacomo (2006). So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio, Cortina Raffaello. Salaverry, Y. Glitch learns how to dance. Chicago Maroon Online. Chicago. Vanhanen, J. (2001). "Aesthetics of Interruption: learning to love the ghost in the Machine." Veen, T. V. (2002). Laptops & Loops: The Advent of New Forms of Experimentation and the Question of Technology in Experimental Music and Performance. University Art Association of Canada, Calgary. Altri testi di riferimento: Guy Debord. "Theory of the Derive"; Brian Holmes. "Drifting Through the Grid: Psychogeography and Imperial Infrastructure"; Allison Sant. "Redefining the Basemap"; Stefano Boeri. "Eclectic Atlases"; Rem Koolhaas. "Junkspace” e “Generic city”; Viviana Gravano. “Paesaggi attivi” Savran David. “Breaking the Rules”; Alan Turing. “Intelligenza artificiale”; Bachelard Gaston. “The poetics of Space”; Sol Le Witt. “Ten sentences about art”; Peter Weibel e Olafur Eliasson. “Essays on Space and Space”. *vedi allegato WBNR in "Up&Down" NB:il corso sará relazionato alle nostre ricerche sugli specchi e prevede una performance interattiva conclusiva a dicembre
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