la scena enattiva

Teacher: Paolo Atzori
Sempre piu´ dipendente dalle tecnologie multimediali, la societá delle comunicazioni si trova in uno di quei periodi storici in cui, " insieme coi modi complessivi di esistenza delle collettività umane, si modificano anche i modi e i generi della percezione sensoriale..."(W. Benjamin).  Come notava Felix Guattari, giá nel 1992, "intelligenza e sensibilitá hanno intrapreso una totale mutazione risultante dalle nuove tecnologie informatiche, che si é rapidamente insinuata nelle forze motivanti della coscienza, dell'azione, dell'intelligenza. Stiamo assistendo ad una mutazione di soggettivitá che probabilmente supera in importanza l'invenzione della scrittura e della stampa. Le informazioni sono la "materia" principale di una nuova struttura economica e di una nuova morfologia sociale a cui corrisponde un nuovo paradigma di radicale modifica dei processi di produzione, esperienza, potere e cultura. Cio' che caratterizza la cultura dei giorni nostri è la consapevolezza che non esiste un unico linguaggio, quello verbale, ma la compresenza di diversi linguaggi, cosí come non esiste soltanto una percezione naturale della realtà, ma anche una percezione artificiale. Le tecnologie digitali sono -in primo luogo- estensioni della mente umana- che offrono all'uomo la possibilità di una amplificazione del pensiero individuale e dell'immaginazione soggettiva, ma allo stesso tempo l’informazione diviene l'espressione di una coscienza e di un inconscio collettivi che sempre piu’ si manifestano attraverso le reti di comunicazione. È evidente che ci troviamo di fronte alla soglia di una nuova cultura in cui si sperimenta l'incertezza, la contingenza, i risultati ignoti di sistemi interagenti aperti, viviamo in un continuo processo di ibridazione delle diverse dimensioni di umano e artificiale. Ai radicali cambiamenti che investono la nostra società non corrisponde ancora una conseguente trasformazione dello spazio teatrale. Per secoli il teatro ha rappresentato il luogo in cui vedere (Theatron), il luogo in cui era possibile riflettere i cambiamenti in atto della societá. Nel ventesimo secolo questo modello é stato messo in una crisi senza precedenti, prima dal cinema e poi dalla televisione. Una delle sostanziali strategie di sopravvivenza per il teatro è stata quella di creare una nicchia di autoreferenzialità, con il risultato che ai giorni nostri, troppo spesso, il teatro ricorda una sorta di museo, uno spazio in cui il tempo si è fermato, in cui il logocentrismo della parola domina ancora la scena. Ma se intendiamo il teatro come lo spazio per la rappresentazione dinamica delle trasformazioni che stanno investendo la societá contemporanea, il luogo dove rivelare la crescita entropica della complessitá in cui viviamo, occorre rappresentare adeguatamente le nuove dimensioni deterritorializzate ed immateriali che si vanno definendo attraverso lo sviluppo delle tecnologie digitali e della comunicazione. Allo sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche, corrisponde infatti una "nuova materia" della rappresentazione, localizzata non più in uno spazio strutturato - lo spazio concluso del palcoscenico teatrale - ma piuttosto in uno spazio aperto delocalizzato, rizomatico, caratterizzato dalla modulazione temporale di processi dinamici in cui interagire. Occorre pensare una nuova scena, un Hyperteatro dove la complessità dello spazio trascende i confini fisici, spazio generativo e pervasivo che con Maturana e Varela possiamo definire "enattivo", uno spazio che attraverso forme di interazione presenta una sua continua modificazione e che incorpora l’ulteriore dimensione parallela, non localizzata del network. Il problema della rappresentazione diviene quindi una sorta di attrattore concettuale per un complesso lavoro d’equipe, in cui le diverse individualita’ e competenze vengono fra loro olisticamente integrate in una tecnica progettuale che comprende ambienti digitali, modelli di simulazione, flussi di dati, campi dinamici attivati da matrici invisibili di informazioni. Attraverso una drammaturgia ipertestuale la rappresentazione viene concepita come un insieme di processi non lineari in cui attraverso la progettazione di una specifica interfaccia, vengono abilitate diverse forme di interazione in tempo reale. In questo tipo di scenario, caratterizzato dalla compresenza di spazio cinestesico e spazio dell'immaginazione, cambia anche il ruolo dell’attore, o meglio del performer, che diviene anche agente, trasmettitore e/o ricettore di una realta`locale. I suoi costumi sono weareable computer, contengono protesi percettive, micro telecamere, microfoni, sensori, etc. La sua posizione, i suoi movimenti, ma persino certe funzioni vitali, vengono costantemente registrate con reti di sensori, sistemi di motion tracking e video capture. Questi input vengono campionati, elaborati ed eventualmente trasferiti ad altri sistemi, come per esempio reti neurali con programmi per il riconoscimento gestuale. Possiamo concludere che la complessità dello spazio contemporaneo della rappresentazione trascende i confini fisici, e richiede la ricerca di opportune "architetture della comunicazione" che siano in grado di integrare i processi caratterizzanti l'era delle informazioni. Il nostro lavoro si deve incentrare sul problema della rappresentazione ed integrazione di queste nuove dimensioni, partendo dalla convinzione che la scena teatrale deve essere ampliata fino a comprendere adeguate forme di raffigurazione che comprendano i processi che caratterizzano l'era delle informazioni e le conseguenti trasformazioni strutturali che interessano la società contemporanea. Riferimenti bibliografici: ▪ Anders, P. (1999) Envisioning Cyberspace: Designing 3D electronic spaces Berkley, Ca, McGraw-Hill. ▪ Artaud, A. (1968) Il teatro e il suo doppio, con altri scritti teatrali e la tragedia, Giulio Einaudi, Torino ▪ Barabasi, A. (2002) Linked: The new science of networks Cambridge, MA, Perseus Publishing. ▪ Bateson, G. (1972) Steps to an ecology of mind: collected essays in anthropology, psychiatry, evolution, and epistemology San Francisco, Ca, Chandler Publishing Co. ▪ Baudrillard, Jean 1988. 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