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WaterTouch @ Acaya
Multitouch/Xtend3dLab
Multitouch Xtend3dLab from Nima on Vimeo.
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poetry.scapes ovvero "dell'archivio sensibile"
Teacher: Isabella Bordoni
il corso "poetry.scapes" indaga il rapporto tra materiale storico audiovisivo e assunzione “artistica” del documento.
Si lavora su fonti originali esplorando il concetto e la pratica di archivio del Novecento .
Si assumono due orizzonti di riferimento: corpo e luogo e se ne individuano i paradigmi e i rapporti in scenari di confronto, similitudine, differenza.
Corpi umani e corpi urbani sono i territori sensibili che attraversano e identificano successivi sviluppi del corso poetry.scapes, che con indagine sul volto e cittàteatro , affronta il rapporto tra totalitarismo e obbedienza/disobbedienza, tra comunità e straniero.
Si osservano, indagano, interpretano il “se” e il “come”, ovvero “se” e “come” sia possibile un’assunzione estetica e uno sguardo poetico del materiale storico, “se” e “come” all’interno del documento e del lascito del Novecento sia possibile attivare un altro sguardo che chiamiamo "poetico", attivare altro gesto che chiamiamo "creativo", attivare altro luogo che chiamiamo "ulteriore".
Ripresa, manipolazione dell’immagine, montaggio sono le griglie tecniche di riferimento per l’analisi critica.
Rapporti spaziali, rapporto drammaturgici tra solista e coro, rapporto tra soggetto e luogo, corpo/volto e spazio/città come spazio scenico.
Nel riconoscimento e disvelamento di sguardo poetico, gesto creativo e luogo ulteriore, ci sono guida materiali in forma di immagine, suono, testo.
Le lezioni sono impostate in forma dinamica, come intreccio e ipertesto, con la messa in campo ogni volta di fonti differenti la cui relazione a volte è esplicita e diretta, a volte implicita, a volte latente.
In questi scenari di vicinanze e di lontananze, tra fonti storiche e contemporanee, tra informazione e interpretazione, tra arte e etica, gli studenti sono chiamati ad un percorso costantemente critico e successivamente ad assumere la responsabilità di un proprio gesto creativo, creare proprie relazioni poetiche e spazi di risonanza, nei paesaggi inquieti del Novecento e del contemporaneo.
